Se non riesci a scrivere forse dipende dalla UX che stai usando

Il computer era, una volta, niente di più che una versione più evoluta di una macchina da scrivere.

La difficoltà, dopo 20 anni, è di privare il computer di ogni sua funzionalità e di renderlo, di nuovo, niente di più che una macchina da scrivere più evoluta.

La vera difficoltà di scrivere è iniziare

Lo dicono tutti, è la paura del foglio bianco, e mentre sto scrivendo questo articolo, questo foglio si presenta nella forma di un rettangolo bianco che compare sullo schermo del mio Surface 1mcrdao read review.
Nessun altro elemento di interfaccia, nessuno strumento del sistema operativo, nessuna icona, nessuna UI.

Si chiama distraction free mode ed ho dovuto scaricare un piccolo programma per ottenere questo risultato.
Un programma che eliminasse tutto dal computer, che lo riducesse a questo semplice foglio di carta – rettangolo bianco – del quale, poi, avrei potuto avere paura.

Come fare?

Per inciso, il programma che ho scaricato (che non si installa ma va eseguito lanciando l’exe) produce, su richiesta, il suono dei tasti di una macchina da scrivere. Pensavo fosse una cosa stupida, inizialmente.
Inizialmente, pensavo fosse una di quelle opzioni da cui stare alla larga, invece poi leggendo il commento di una utente, Katerhine Neilat, sul sito:

“E’ un software utilissimo per chi ha bisogno di concentrazione mentre scrive, ed amo la funzione di riproduzione dei tasti della macchina da scrivere, così ho un feedback concreto della mia produttività”.

E’ vero.

Se ascolto concretamente il battere delle mie mani sulla tastiera ho la sensazione che il lavoro vada avanti, che stia producendo, che le mie parole siano reali.

Inoltre questo fluire di rumori è come una specie di mantra che mi fa concentrare su quello che sto dicendopensandoscrivendo.

Ragionandoci un attimo, ci rendiamo conto che User Experience significa esattamente questo:

fornire strumenti ottimali, inseriti nel giusto contesto in base alla servizio che vogliamo offrire.

Un UX fatta da un foglio bianco, di caratteri che compaiono di cui non puoi controllare la formattazione, di parole che puoi sbagliare liberamente senza che siano sottolineate di rosso  e da rumori che scandiscono il ritmo del tuo lavoro .

In fondo l’auto-correttore ti fa sentire un po’ come se stessi svolgendo il compito  di italiano in classe, con il professore alle tue spalle che legge esattamente tutto ciò che scrivi.

La mia esperienza

Nel corso della mia vita ho usato molto la macchina da scrivere, una Olivetti, che come per molti altri della mia generazione, apparteneva al padre.
Il passaggio al computer è stato davvero poco traumatico ed anzi incredibilmente liberatorio – potevi salvare e potevi cancellare – soprattutto nei primi momenti, quando nei computer il software più complesso che avevi era Microsoft Word.

Poi i computer sono diventati altro, si sono connessi alla rete e sono diventati dei portali di accesso al mare magnum delle informazioni che oggi usiamo quotidianamente. Informazioni e servizi fondamentali, ma non quando si scrive (o per lo meno quando si vorrebbe scrivere un  pensiero proprio) perché inevitabilmente distraggono, disorientano…

…ti fanno uscire continuamente da quella condizione in cui, hai una idea in mente e la concretizzi esattamente seguendo il fluire di pensieri che progetti nel momento stesso in cui batti i tasti.

E’ come scrivere in un parco giochi, oppure durante una festa, o mentre qualcuno ti parla, semplicemente, non ce la fai!

Infatti, ad un certo punto, mi sono ritrovato a scrivere a mano, ma non poteva funzionare perché questa tipologia di scrittura è davvero troppo lontano dalla mia realtà.

A mano in vita mia ho scritto solamente i compiti in classe, e con grande fatica.

Per finire…

Ad ogni modo, se vi siete ritrovati in questo articolo, se anche voi vi sentiti distratti da qualcosa che vi impedisce di trasporre in linguaggio scritto ciò che avete nella testa, probabilmente anche voi avete un problema con la UX degli strumenti che state usando.

Il programmino con cui ho battuto questo testo si chiama WriteMonkey e può aiutarvi a scrivere meglio.

E come Katherine ci suggerisce, attivate il feedback sonoro!